martedì 10 dicembre 2019

ORIETTA ROMANATO


Quel frangente di tempo dove tutto si azzera.
Quando il sonno diventa risveglio e le lenzuola fredde accarezzano la pelle calda di sogni.
Un dormiveglia pigro, di quelli fluidi, composto da capelli aggrovigliati e palpebre semichiuse.
In quell'istante la notte si fa chiara, accarezzando i seni di albe silenziose.
In quell'attimo i sensi nudi perdono la nozione del tempo, lasciando posto alle dita che frugano cercando l'anima.
Il sesso si fa lento, senza la fretta della voglia che preme.
Tutto è a rilento.
Carezze, dita, labbra.
Occhi, sospiri, sguardi.
Odori, sussurri, sorrisi.
Il fiato si spezza e afferra il vuoto.
La mente cede e il desiderio si fa carne.
Quel frangente di tempo dove l'amore fa silenzio.
Solo i corpi parlano il linguaggio del sesso.
© - Orietta Romanato
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n. 633 del 22.04.1941
Poesie di Orietta Romanato
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© - PH Antonio Girlando - Photo dal Web

1 commento:

  1. calda e sensuale questa poesia ... un sorso d'aria pura in una giornata grigia ...
    grazie

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