venerdì 15 novembre 2019

SOGNI DI MARZAPANE di HELENA MALACHOVA


Sogni di marzapane
Aveva sempre bisogno
di un qualche sogno, visto che il mondo
sa essere molto crudele e brutto;
bugiardo, offre miraggi di un secondo.
Durante le piogge acide
cercava un riparo all'asciutto,
forse un vecchio fienile
o una fossa profonda sotto terra,
là dove si leggono i nomi amati,
incisi sulla lapide.
Quando sul pianeta scoppiava una guerra,
tremava e perdeva il sangue dagli occhi.
Si nascondeva, allora, nei buchi neri
o nelle nebulose, tra i rintocchi
delle campane appese sopra i cimiteri.
Se un amore se ne andava,
s'abbandonava alle acque del fiume.
Anguille e tinche accendevano ceri,
sulla galla nella notte ardeva
una barca di lume, riflessa nelle pupille.
Dopo il passaggio dell'uragano
dava il fuoco a detriti e rovine,
con gli occhi accesi di un colore strano
guardava il passato ridotto in polvere.
Sopra il falò volavano code di favole.
Bastava catturarle e innestarle sul ramo
del caro magico rovere,
e sarebbe spuntata una casa di marzapane
che volava tra le nuvole.
Mizzelana

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