martedì 26 novembre 2019

FRAMMENTI di ORIETTA ROMANATO


"Frammenti"
Era la terra che tremava o ero io che sentivo vibrare il suolo sotto i miei piedi?
Stavo cedendo e non me ne rendevo conto.
Un crollo emotivo che mi stritolava dentro, squarciando in mille pezzi il cuore.
Mi vedevo cosi, in frantumi, in una miriade di schegge di vetro.
Taglienti e trasparenti.
Cocci invisibili gettati alla rinfusa in pavimenti sporchi e polverosi.
Impronte opache di una vita alla deriva.
Scie di sangue e lacrime come segni incisi addosso.
Come avrei potuto scordare tutto quel dolore?
Come sarei riuscita a nascondere l'orrore che urlava in gola e che cercavo di scacciare in profondità, dentro la pancia, nello stomaco?
Sentivo la nausea salire e mescolarsi alla saliva.
Mi sforzai di deglutire e serrai le labbra.
Iniziai a fissare le pareti spoglie segnate dai segni delle cornici.
Rettangoli e quadrati mi fissavano muti.
Occhi geometrici dove perdere me stessa.
Ricordi di una vita che non mi apparteneva più.
Chi ero io?
Non c'era il mio viso su quelle mura.
Nessun passaggio di ciò che ero stata, di chi mi era accanto, di chi non c'era più.
La stanza iniziò a girare.
Come una giostra impazzita mi portava con sé.
Le gambe cedettero.
Sentii il dolore delle ginocchia che cozzavano contro il pavimento ruvido.
Caddi in avanti, il sapore del sangue mi impastò la bocca.
Mi trascinai in avanti, afferrai una cornice.
Il cristallo dava un aspetto grottesco alla foto trattenuta dal riquadro.
Cento pezzi di me.
In un sorriso che non riconoscevo più.
Io. Tra le braccia di un un uomo che amavo più della mia vita.
Un uomo che aveva sbranato ogni parte di me e poi mi aveva lasciato lì, agonizzante.
La bestia era sazia.
Io ero morta.
Lui era vivo.
Ed era a caccia.
Di un'altra come me.
Di un'altra preda da azzannare.
Respirai a fondo. Sentivo il gusto di ferro in bocca e l'odore di polvere nelle narici.
Poi il buio. E il silenzio.
Quanto amavo il silenzio. Copriva tutte le grida che urlavano nella mia anima...
© - Orietta Romanato
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n. 633 del 22.04.1941
Poesie di Orietta Romanato
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© - PH Marta Syrko - Photo dal Web

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