domenica 10 novembre 2019

CARMELA LARATTA

Eppure ti ho aspettato
a lungo.
Ma tu non sei venuto.
Ho prolungato a dismisura l' ombra serica
del sonno
perché al risveglio non mi trovasse impreparata.
Nei lunghi fruscìi del libro d' oggi
ho disegnato coste improponibili
dall'altro lato della strada che ci allontana,
e tu, tu che dicevi amore, tu, invece ...
neanche una parola.
Nessuna differenza tra giorno e notte,
sempre in catene del mio pensarmi schiava,
ad occultare sensazioni di rivalsa
sulla tua anima fissa che straparla, abile ,
ma non mi cerca.
Farmi agglomerato e desinenza,
il desiderio a puntate per parsimonia ,
e soffocare il suono
della mia urgenza di essere felice ,
non serve a nulla.
Ti amo e t' odio, mi pento mille volte
e ti detesto...perché non vuoi,
perché mi manchi, perché non sai...
Io non lo svendo il cuore a quattro soldi.
Ora che il tempo mi ha svelato la tua assenza, resta con lei. Fa' pure.
Adesso, sono io che non ti voglio più.
Ho disegnato un sogno con le ciglia:
dentro era cavo, e tu lì non ci stavi.
Resta pure seduto nel tuo nido.
Sono io che sono andata via.

Immagine web

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