martedì 5 novembre 2019

AMICO MIO di VITTORIA NENZI

Amico mio
Ti vedo,
Amico mio, chino su quel foglio bianco,
Le mani sospese al filo dell’urgenza
Di ricamare disegni con parole,
Ti vedo amico, anche se sei lontano,
Veglio con te per dimezzar la stessa pena.
Quando la notte si chiude nelle stanze,
Quando il lume occorre per leggere speranze,
Noi c’incontriamo e nel silenzio udiamo
L’immensa necessità di liberare il canto,
Di trovare voce e sillabe per placar l'affanno.
Giriamo la penna da una mano all’altra,
Fermiamo sul rigo frasi e sentimenti,
Gettiamo carta e parole insufficienti,
Prendiamo appunti, annotiamo pianti,
Gli occhi arrossati, la gola prosciugata.
Stasera ti saluto amico caro,
Conscia che la rugiada dell’alba di domani,
Porterà per noi quel profumo di pulito,
Balsamo per il nostro verso ora addormentato.
Nel sonno, forse, incontreremo liberazione.
Vittoria Nenzi @ t.d.r.
foto web

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