sabato 2 novembre 2019

ALBE D'ALITI FREDDI di VITTORIA NENZI

ALBE D’ALITI FREDDI –
(San Felice Circeo – 7 Dicembre 2017)
Albe d’aliti freddi discesi dai monti
su un mare adirato,
albe d’umidi aromi sul filo odoroso
di mirto e di pino verde muschioso,
declivi d’olivi distesi agrumeti.
Mi urlavi stanotte
bruciandomi i giorni
andati e senza ritorni,
spenta piangevo
cercando a tentoni una stella.
Albe di tremula luce, bagliori d‘arance in
cieli ingrigiti, zuffe tra nubi battute da venti,
il pesco spoglia il suo corpo corroso dal tempo,
ebbra la terra stende le polle
e disseta i suoi figli.
Mi urlavi stanotte
rubandomi il corpo,
nudo il mio cuore
gocciava linfa vitale
su terra imbevuta d’amore.
S’insinua tra i seni quel gelido vento
carezze su lombi colanti
mi canta quel gelido vento
forando la pelle con spilli roventi
lambendo la forza dei sensi.
Mi urlavi stanotte
morendomi dentro,
mi urlavi con riso beffardo
brandendo la falce
su corpo e pensiero.
Son albe di gelidi freddi
apro gli occhi e mi annodo a quel filo che vola lontano
nei cieli ove un raggio riscalda trainando paure e deliri
e risorgo sepolta dal mare
infinito e sorsi d’amore.
Vittoria Nenzi @ t.d.r.

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