domenica 6 gennaio 2019

GIOVANNI VISONE

E io ricordo.
Sento di nuovo lo scricchiolio del legno
di quando bambino attendevo in tiepide attese
l'arrivo tanto amato e desiderato
del mio cavallino di legno bianco.
Lancette ferme nelle attese proiettate
nella magia del regalo
portato dal panciuto omone
dalla lunga barba bianca
o dalla vecchietta dal lungo cappello
rattoppato come il suo grembiule.
Pensieri, emozioni e pianti parcheggiati lì
nella valle dei miei pochi anni.
Un cavallino a dondolo di legno bianco,
che affiora dal baule della soffitta
dei miei ricordi,
quei tanti ricordi di una vita insieme.
Attimi di un momento di una crescita,
attimi di una mano sugli occhi,
quella di mia mamma
che felice mi diceva: "chi e'?".
Sento ancora l'enfasi emozionante
di quella pausa del mio tempo
quando ci si poteva permettere
di sognare e di essere felici
nella semplicità della pochezza.
Una mano sugli occhi ed io mi volto
"chi e'?"
E una voce allontana il mio "bambino"
e non sento più lo scricchiolio del legno
del cavallino bianco.
Una voce che mi sussurra pian piano
"sono io il tuo presente!"
E con tanta malinconia
ripongo il mio cavallino e il mio "bambino"
nel baule della soffitta della mia anima
mentre le lancette del mio cuore
ritornano a battere il tempo della realtà.
GV

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