sabato 26 gennaio 2019

GIOVANNI VISONE

Fragile luce
Pesa la mia presa di posizione,
una labile amica che controluce
mi conduce oltre
ma questo, oltre all'oltre, mi riconduce
sempre in te.
Che l'amaro dell'amore non sia felicità
questo io lo so e lo sono,
ma nel marmo bianco ho scolpito
la tua essenza
ed ora senza di te mi resiste ovunque,
anche controluce ti vedo.
Dopo aver imprigionato i miei pensieri
e ghettizzato la mia gioia e offuscato i sorrisi,
adesso mi vivo stranamente
senza comprendere
un bel niente.
L'amore è angoscia un freddo muro
che mi rifiuta l'ombra,
l'amore che era bianco come un giglio,
ora si beffa di me, uno schernirsi ripetuto,
desolatore schiavo senza patria
e allora mi chiedo dove tu sia
e come tu sei
e perché tu ora non ci sia.
Maschero di bianco l'indifferenza
ma le rughe dei pianti si vedono e come,
invecchiano pelle e miserevoli speranze
che non mi danno pace
ed io senza pace mi danno l'anima.
Non mi ostino a recitar drammi
ma tu
mi manchi
e l'illusione del bianco ridiventa
visione pura del nero.
In un delirio di tristezza,
sugli ammanchi malinconici
ho smarrito la via della felicità
e annerito tutto il bianco di questa stanza,
portandomi con me solo il nero
delle tue distanze.
-----© GV------
IMMAGINE WEB

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