martedì 15 gennaio 2019

ANTONIO STASI

INVERNO
E poi venne l’inverno,
colmo di silenzio,
traboccante di rancore
per incompiute idee!
E poi arrivò,
dall'alto del suo innato zittio,
in ombra di neve coprente,
lasciando peccati ibernati,
sotto coltri di ghiaccio!
E poi scese dai monti sovrani,
eludendo cime, da sempre consce
di si tanto incauto agire.
Oh voi sogni d’un sol giorno di primavera,
perseverate nella vostra natura;
pur privi d’un timone mai montato;
in deriva nell'oceano
di scalpitanti uomini mai sazi,
mai veramente appagati!
E poi scese la sera ,
indossando tua maschera;
ed io, stringato in giaciglio,
stretto in eremo ,
dell’immenso gioisco,
li, dove conservo ancora
fatui lumini,
ancorati senza senso,
ad una glaciale speranza!

2 commenti:

  1. E poi scese l'inverno dell'adulta età e maturità, donde le scoscese cime innevate formarono bianche valanghe irruenti; e il poeta e lì che con l'animo in esilio e dentro il proprio ricordo ancora rivive la sua primavera. E poi le illusioni oniriche senza alcun tipo di timone che velarono inesorabilmente dentro la tempesta di un proprio animo in subbuglio. E poi la sera discese travestita con le maschere mutanti degli infiniti volti, in facce in ordine di spazio e tempo, donde ... il poeta ne rivive di un particolare un viso a lui caro. E del proprio rimembrare che con un effluvio ascenzionale veloce svetta dentro gli occhi riflessi di un suo "passato" che é della medesima intensità che subisce l'armonia di due iridi specchiate dentro il firmamento. E poi discese nel proprio "Es" dentro un'attesa marmorea e bianca come certi gigli ancorati sopra la sommità del monte. E poi discese nella notte ancorata a quelle stelle luminiscenti che come lumi fatui rinfocolano la sua glaciale speranza. E poi ... E poi! Molto apprezzata nel suo interiore intendimento.

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  2. Che belle le parole, con esse, come tante minuscole chiavi entriamo nei ricordi, nelle speranze, nell`immaginario e attraversiamo porte, come in un`immenso labirinto, sbrigliando grovigli a nostro piacimento. Quanto risuonano talvolta inutili le parole, quando la mente sovrasta se stessa e come colma da immenso gaudio, trascendono l`idea del se, della propria anima, svincolandosi da ancestrali dogmi.... Grazie Giuliano

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