lunedì 24 settembre 2018

Editoria - Maurizio Albano - Atlantide




Atlantide
Maurizio Albano

Edizioni I Rumori dell'anima (2018)













Direzione editoriale: ass.irumoridellanima@gmail.com

Progetto grafico
impaginazione
copertina
illustrazioni
fotografia di Tommaso Pantuso

Euro 16,00

Immagini


Dopo aver letto il manoscritto, se così vogliamo chiamare una prima stesura in Word, presentato da Maurizio Albano alla Casa editrice, mi feci una idea di come avrei potuto impostare la copertina.
Se proprio devo dirla tutta, all'inizio non mi veniva in mente proprio niente, o meglio, tante cose, forse troppe, ma nulla che mi soddisfacesse. Nel leggere la stesura ero rimasto colpito dai tanti personaggi che popolano l'opera e rimuginavo su come poter rendere in apertura, sulla copertina appunto, un mondo così variegato, quasi da favola, in cui Crono, viaggiatore dello spazio-tempo, veniva trasportato da una misteriosa macchina.
Poi, pensando proprio a Crono, al tempo e alla macchina, dimenticando per un attimo lo scenario fantastico, mi son detto:
«Perché non un meccanismo, magari fatto di ingrannaggi che ricordino quelli di un orologio e rappresentino allegoricamente il tempo, la macchina e Crono stesso?»
Da qui il meccanismo illustrato in copertina che forse incuriosisce un po'...
E' parte di una macchina che scandisce il tempo, proprio un orologio, con tutti i pezzi, almeno quelli presenti, al posto giusto.
Spero che funzioni bene e non lasci il Maestro Albano a misurare l'ora... con le stelle.
Fatto questo, potevo finalmente passare all'impaginazione del manoscritto, che avevo già in mente, avendo già pensato ad una veste grafica che desse respiro al testo. La pensavo mentre realizzavo la copertina.
Ad essere sinceri non era previsto di illustrare quest'opera con delle immagini. Però poi, una volta tuffatomi nel mondo onirico, ma ossimoricamente reale, descritto da Maurizio, quasi naturalmente ho voluto omaggiarlo delle sedici tavole inserite nel libro stesso.
Tratti a volte abbozzati, a volte evanescenti, che introducono il lettore ad ogni scena e lo accompagnano nel viaggio, nel luogo indicato dalla macchina pensante.

Buona lettura.
                                                      Tommaso Pantuso



Prefazione

La bibliografia su Atlantide è infinita, arriva a contare alcune migliaia di libri e saggi. Quando ho intrapreso la lettura del testo di Maurizio Albano, pensavo inizialmente di trovare l’ennesimo mito da svelare.
Il testo si apre da subito come un primo copione teatrale da cui si evince la sceneggiatura, la corposità dei personaggi, i loro movimenti sulla scena: s’indovinano le posizioni, gli spostamenti, le chiusure dei sipari e tutto il lavoro che, chi fa teatro lo conosce bene, occorre studiare nei minimi particolari. L’opera di Maurizio Albano è un musical che si compone di 15 scene suddivise ognuna in una parte recitata e una cantata che è rappresentata, sul manoscritto, in poesia senza punti d’interpunzione. I personaggi sono evidenziati all’inizio di ogni scena e questo aiuta il lettore a entrare subito nella stessa come all’apertura del sipario in teatro, quasi fosse annunciata da una voce parlante nel retroscena.
Nell’introduzione, l’autore ci proietta subito al cospetto di una macchina di scena che è complessa alla vista ma con una straordinaria facilità di comandi, essa inviterà Crono a intraprendere, attraverso lei, un viaggio a ritroso nel tempo. I personaggi mitologici che Crono incontrerà lungo il viaggio sono gli abitanti di Atlantide, un luogo molto simile alla terra suddiviso in quattro Micromondi: alato, acquatico, terrestre e luminoso.

Un testo quindi curioso, interessante, galoppante nella sua fluidità ben modulata. Ma…
Non basta.
Una seconda rilettura apre scenari e idee, affascina e invita il pensiero a spaziare dove non avrebbe mai immaginato arrivare con così poco testo da affrontare. Molti sono gli spunti e i suggerimenti. E’ un libro che fa pen­sare, completo, pur nella sua breve trattazione circa il cammino verso un benessere psicoaffettivo e valoriale che di per sé è il viaggio verso la feli­cità.
Traccia delle linee maestre, che costantemente richiamano il soggetto all’interiorità, alla riflessione, alla ricerca di ciò che conta per il benessere di sé, senza dimenticare che la ricerca della felicità è costantemente il riflesso della vita relazionale e dell’intersoggetti­vità.
La linea guida che permea il testo avvolge il lettore, sia ra­zionalmente sia emotivamente: è un viaggio che richiede impegno per supe­rare difficoltà, contraddizioni, che provengono dal proprio io e dall’ambiente.
E’ un viaggio verso la rinascita e l’affermazione attraverso la presa di coscienza e, senza morte, la rinascita non può avvenire.
Coscienza
Premendo quel bottone ti metti a ricordare
Quanto tempo hai dato alla causa del presente
Sei ora nella macchina, ti porterà lontano
Ormai non hai più tempo qui, ora devi andare

Il passo di un Sutra buddista dice: <<Se vuoi conoscere le cause del passato, guarda gli effetti del presente; se vuoi conoscere gli effetti del futuro, guarda le cause del presente>> Insegna che la nostra vita è adesso, nel momento presente, contiene tutte le cause del passato e tutti i risultati o effetti che si manifesteranno nel futuro. Nel buddismo il concetto d’individuo si trova nel "non-sé" ed è inteso come la parte che si relazione con un universo dove tutto muta in continuazione, dove niente è eterno. Osservando gli esseri umani, possiamo vedere ovunque tanti schiavi del Tempo e delle sue tre dimensioni, passato, presente e futuro. Individui che sono o saranno stati, potrebbero o vorrebbero essere qualcosa o qualcuno in un certo momento. Individui che rimpiangono, dimenticano o idealizzano il passato; fuggono il presente o cercano un modo per viverlo a pieno; sperano nel futuro o lo temono.
Tu vuoi che salga, bene, debbo essere pronto allora./
Solo se si è pronti si può affrontare l’ignoto./

I miei pensieri corrono su di te, vuoi che salga, si! Lo voglio anche io!
Voglio sapere chi sono, voglio sapere chi ero, perché forse saprò anche chi sarò.


Persona e individuo, la maschera e l’autenticità, tornano gli ossimori che stuzzicano la fantasia di Maurizio Albano: la macchina pensante è la rappresentazione dell’inconscio, è la maschera sotto la quale si nasconde Crono nella ricerca di se stesso, della sua autenticità. La macchina-inconscio usa i sogni per comandare e limitare la libertà di pensiero di Crono e di tutti gli altri se stesso nascosti nei personaggi di Atlantide.               

Macchina:
Questo mondo esiste soltanto se tu sogni
ed io debbo vegliare sul sonno di ogni cuore

In ogni scena un personaggio prende coscienza di quale sia il suo ruolo nella realtà, si batte per accettarla e affermarla, capisce che il “non sé” è stato condizionato dalla sua parte inconscia alla quale non ha opposto resistenza:
Pan, il simbolo della supremazia maschile, demonizzato per l’eternità come un angelo nero, l’unico dio immortale che è morto. La storia si ripete? La casa è l’universo? ed io che suono l’aria, ma dove l’ho imparato?

Pegaso simbolo della vita spirituale del poeta e della sua ispirazione che si eleva indomabile, incurante di qualsiasi ostacolo terreno. Allora io chi sono? E poi da dove vengo? /Perché poi so volare e chi me lo ha insegnato?

E il mondo nel mio mondo? Che cosa rappresenta?/Allora potrei anch’io andare al Paradiso?

Tutti
Siamo svegli!
La nostra libertà supera la nostra rabbia.
Ora siamo pronti, usciamo dalla gabbia!

Al termine del viaggio, la macchina Urano metterà fine all’Atlantide del sogno, Crono torna a essere il Tempo che la sostituisce nella dimensione uranica nel governo del creato, permettendo, in una sorta di rito iniziatico, l’illusorietà del Tempo stesso e la possibilità di trascendere il passato, il presente e il futuro, fondendo la propria consapevolezza con l’Eternità. E’ questo in definitiva il segreto dell’Immortalità. Morte e Rinascita.

Macchina
Io, grande macchina, venni nel tuo tempo per insegnarti il segreto del sogno comandato.(…omissis)
Ma con il loro risveglio hai condannato questo mondo, e hai condannato me. (…omissis)
E’ giunto ora il momento di lasciare questa culla
Che si crei il vuoto, e che non resti nulla.



Crono
Si è scatenato addosso il giorno del giudizio
Ma adesso siamo pronti, adesso è il nuovo inizio (…omissis)
E’ la conoscenza che rende libero l’uomo.

Buona rinascita.




Un lavoro complesso, una completa immersione nella metafisica, nelle simbologie, un retaggio di esperienze sicuramente approfondite che la versatilità di Maurizio Albano e la sua arte innata ci donano a piene mani.
Una prefazione che forse è andata oltre il valore delle parole, in realtà molto semplici e musicali, di quello che potrebbe passare per un racconto scenico d’effetto ma che, sicuramente, nasconde molte altre sorprese a chi vorrà affrontarlo con lo spirito della scoperta e dell’approfondimento.

                                                                                                 Bruna Cicala

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia il tuo commento