lunedì 24 settembre 2018

Editoria - Anna Ciardullo Villapiana - Al di là del mare


Al di là del mare – Dialoghi diVersi

Anna Ciardullo Villapiana

Edizioni I Rumori dell'Anima (2018)

Direzione editoriale: ass.irumoridellanima@gmail.com

Progetto grafico e copertina di Tommaso Pantuso
Immagine di copertina di Carina Francioso
Edizione bilingue
Euro 16,00







Prefazione

Il mare. Caotico e quieto, sereno e tempestoso, a volte silenzioso, spumeggiante e sconfinato, mai fermo, mai uguale: al contempo se stesso e il contrario di sé.
Nella simbologia poetica, è spesso metafora del liquido amniotico che ci ha accolti e avvolti nel momento della scintilla di vita.  Noi tutti abbiamo navigato nel mare uterino delle nostre madri e l’acqua ci ricollega a uno stato in cui non ci sentivamo ancora separati dal grande universo. E’ quindi la rappresentazione dell’inconscio, un archetipo, così come sosteneva Jung, di inconscio collettivo, comune a tutti. Il significato dell’acqua, nella mitologia, nelle religioni, nell’antichità, ha colmato di contenuti simbolici la nostra psiche, è necessario riuscire a interpretarli per dare il giusto equilibrio alle nostre scelte, alla vita.
(…)Suono nel movimento,/movimento nel suono,/il ritmo del tuo respiro/calmo o profondo,/in furia.
Il mare ci attira, ci induce ad esplorarlo, ma nonostante ciò resta ancora misterioso e pieno di segreti. Lo temiamo perché può trasformarsi in poco tempo e diventare minaccioso e furioso, perché è una forza della natura, quindi è incontrollabile e noi temiamo ciò che non possiamo controllare perché è imprevedibile.
(…e) il rosso si espande,/ingoiandoti,/il respiro si spegne/e leggero ti lasci cullareda quel suono immobile.
Per Anna Ciardullo Villapiana,  il viaggio “Al di là del mare” è il pretesto per analizzarsi, accompagnandoci nella ricerca interiore della sua malinconia, del desiderio di un qualcosa che probabilmente non conosce ma di cui sente dolorosamente la mancanza. In un poeta, e Anna si può definire tale già dalle prime righe della sua avvincente silloge, questo stato di malinconia riversata verso qualcosa di indefinito ma che fa parte della sua personalità, libera lo spleen, una forte energia ispiratrice che trasforma la sofferenza in creatività. Ecco che la nostra Autrice, senza spaventarsi, raggiunge una più profonda conoscenza di se stessa e delle sue emozioni, favorendo una nuova nascita interiore dove non colpevolizzarsi per scelte volute o capitate, errori, amori, abbandoni o realizzazioni, anche se, come recita il proverbio “nessuno è senza peccato e nessun peccato è senza rimorso”. (…)Come un mare dopo la tempesta/placa la sua ansia/così son io,/mettendo conchiglie, in fila, sulla sabbia /misuro il passo che mi porti a te,/a un mondo interiore scosso/dagli specchi riflessi dell’anima/e dalle contraddizioni di questo mondo sterile/che ci chiama a partorire ogni giorno./
E ancora
Mi bagno alla fonte del perdono,/intingendo la penna/in lacrime di china,/parole, come briciole, salgono/dal pozzo del sentire/e labbra si schiudono/al pane del tuo amore.
La silloge comprende 35 poesie in verso libero, con testo bilingue a fronte, che si snodano lentamente tenendo a bada la spinta e l’urgenza creativa in una ricerca meditativa costante ma, proprio per questo, molto coinvolgente. A chiusura, l’autrice, propone il racconto “Lo scoglio dell’ulivo” dove si mescolano trama in prosa e risvolti in poesia a verso libero, quasi a voler rendere più accettabile una realtà cruda, forte, definitiva. Nel racconto ritorna l’archetipo della barca e dello scoglio, dell’acqua purificatrice e salvifica che sentenzia la morte ma non esclude la rinascita, così come il carro di Elios che ogni notte torna a dimorare nell’oceano per riprendere forza e rinascere al mattino. Da questo breve racconto si comprende il significato del sottotitolo, Dialoghi diVersi, non meno importante del titolo stesso per la chiave di lettura dell’intera opera.
Molto importante la scelta del testo anche in inglese, a conferma che la poetica e la cultura avvicinano e completano pur nelle sonorità e nelle grandi differenze espressive. La poesia è un linguaggio universale da cui tutti dovremmo attingere per riflettere.
Nei versi di Anna si evince forte la duplicità degli archetipi, la compresenza di opposti che possono assumere valore positivo o negativo, un navigare controcorrente che mantiene sempre desta l’attenzione del lettore, proponendogli domande inespresse e inattese, folgoranti.
Sono molto interessanti i dipinti del mare, posti a corredo della silloge, con riferimenti a luoghi e situazioni che, lette con attenzione, donano uno spunto di riflessione sulla malinconia dell’Autrice e sul significato della raccolta stessa.
Un libro che non lascia indifferenti, che non si limita a trasmettere emozioni musicali e amore profuso a piene mani, metafore cariche di immagini e colori in movimento. No, è un libro che scuote e ti induce a guardare dentro te stesso nel bene e nel rimorso, nel dolore di un abbandono e nella rinascita della speranza, una contemplazione meditativa e spirituale che, lentamente come nei versi, trasforma l’impeto nella pacata serenità del mudra.

(…)E in equilibrio su un filo di lana,/a gambe incrociate e mani di Mudra,/rimane avvolta dal bianco di un’aura,/sfuggendo al tempo di meri abbandoni




                                                                   Bruna Cicala

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