lunedì 2 aprile 2018

SCUSAMI L'ORA di VITTORIA NENZI

Scusami l’ora...
Scusami l’ora forse tarda
o forse ti ho disturbato all’alba.
Beviamoci un caffè, poi una sigaretta,
parliamo sottovoce e scriviamo in fretta,
io prendo appunti e la tua voce detta.
Ti ho chiamato stasera,
curva sulla tastiera,
cercavo una mano cui aggrapparmi,
una mente in sintonia con cui pensare.
Come ai bei tempi.
Ricordi quante sillabe correvano sul quaderno nero,
come era facile parlare,
ragionare,
mettere in bella un nostro piccolo pensiero?
Stasera,
la mia mente balla, ubriaca di idee senza parole,
stasera,
non capisco dov’è l’inizio e il traguardo.
Non ha importanza,
ma
confondo l’oggi di ieri,
l’ieri del domani.
Come in pista il pensiero parte e poi ritorna,
differente,
svalutato,
arricchito,
intimamente identico.
Come in pista ricomincia a correre,
inghiotte aria,
abbraccia il vento e
cerca, cerca il senso dell'affanno
che urla
anela,
rifiuta.
Non ha senso inseguire la fantastica
corsa della vita,
non ha senso rincorrere l’inesistente
collocazione temporale dell’essere.
Ho fra le mani un rametto di ulivo benedetto,
quello di Cristo e della promessa pace,
lo condivido con te prima dell’alba,
stendiamolo sugli occhi,
arriverà il riposo.
Vittoria Nenzi @ t.d.r.

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia il tuo commento