sabato 14 aprile 2018

PERCHÉ di VITTORIA NENZI

Perché??
Non posso sopportare la realtà che tutti i giorni arriva, attraverso i mezzi di comunicazione, nelle nostre case. Non posso credere che la nostra Italia sia diventata covo di banditi, corrotti,
criminali di ogni risma, violenti, ladri e chi più ne sente più ne metta. Durante il percorso della mia esistenza, dalla guerra mondiale ad oggi, ho assistito, più o meno consciamente, a cambiamenti impensabili, a innovazioni e scoperte, nel bene e nel male. Grandiosi passi nella medicina affiancati a rovinoso decadimento della compassione per chi soffre, colossali salti nel mondo extraterrestre mentre la nostra terra si nutre ogni giorno di veleni, opere ingegneristiche colossali e distruzioni criminali della storia, figli merce scudo negli eccidi. Sacralità della vita… annientamento di intere popolazioni. Tre quarti di secolo fra alti e bassi, bugie e false realtà, guerre infinite, crolli di miti, stermini di giovani, droghe, armi e… tanto male. Tanto male tra miliardi di belle persone spaventate, timorose anche di volgere lo sguardo al vicino, Perché?...
Se fossi Dea,
Figlia di Minerva,
Di saggezza seminerei le menti,
Coltiverei campi e percorsi,
Per mostrare la bontà alle genti.
Se fossi Dea,
Figlia di Afrodite,
Donerei l’idea assoluta dell’amore,
Vestendo il mondo di pudica bellezza,
Offrendo sole, stelle e una carezza.
Se fossi Dea,
Figlia di Teti e Oceano suo sposo,
Impedirei a Stige di insozzar la terra
Riversando il male da fetide sue acque,
A offendere dell’Eden la purezza.
Se fossi Dea,
Chiamerei Cosmo e le sue forze,
A distruggere Eris regina di discordia,
Madre di guerre, lotte feroci,
Male infinito, sangue fratricida.
Sono donna,
Nata da uomo,
Senza potere,
Con solo amore e
Istinto di pudore.
Posso rivolgermi al Signore,
Che volga gli occhi suoi su questa terra,
Mentre brucia di odio e chiede aiuto,
Per difendersi dai figli suoi impazziti.
Posso rivolgermi al Signore,
Che dia pane alle creature inermi,
Che curi le anime cieche a vedere
Il male che non può che generare male.
Posso rivolgermi al Signore,
Che mandi la Madre Sua a difendere,
Figli innocenti creature senza colpe,
Deboli, vecchi e sofferenti.
Che sia giustizia per vittime di umane leggi,
Per agnelli sacrificio di violenza.
Sono donna,
Libera da ansie di potere,
Vorrei vedere un mondo giusto,
Dove il padre stringe la mano al figlio,
Per indicargli la strada dell’onesto.
Vorrei poter cacciar la tirannia,
Insegnar ai fratelli il senso di vergogna.
Sono donna,
Alla fine del percorso,
Sono donna
Che ha sofferto e chiesto aiuto,
Che ha visto il male e l’ha vissuto,
Che ha lottato e non sempre ha vinto.
Sono donna che ha cercato amore,
Trovandolo nella gioia e nel dolore.
Non sono Dea sono solo donna,
Non piango ma a mani giunte spero.
Vittoria Nenzi @ t.d.r.

Paola Bosca

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