giovedì 12 aprile 2018

METTETE DEI FIORI NEI VOSTRI E NEI NOSTRI CANNONI! di IRIS VIGNOLA


METTETE DEI FIORI NEI VOSTRI E NEI NOSTRI CANNONI! 
Abbandonando il sospiro nel nucleo spirale del vento,
trae profondo respiro dal sì glabro petto.
Inarcandosi sottostante volta d'orizzonte,
fortemente eleva ossute braccia come a un padre,
onde squarciarne il velo conclamante insofferenza.
S'avesse l'ali, in sogno, palesate,
anziché notarsi implume,
indubbiamente l'avrebbe già raggiunto
oppur nell'attimo presente testé si spingerebbe fin a esso,
rifuggendo l'abominio d'una guerra dissacrante il bene.
Sonfinato nel predominante male,
sebbene ripudiato amante,
attraverso matrice del pensiero,
l'urlo sottinteso schizza all'apice del desiderio,
dacché la voce gli s'è arroccata appresso,
oramai fattasi rauca per il drammatico spreco.
"Mettete dei fiori nei vostri e nei nostri cannoni!"
Analogamente a imbelle barca indifesa,
ripugnata l'avvilente arma
e in procinto di naufragar, i propri sensi,
nel tempestoso mare degli accadimenti,
ove or l'ancora, in strettoia rocciosa, getterebbe,
ond'approdar a sicuro lido affrancante
ed esimersi dal rollar pressoché costante,
equipollente al tremolio convulso d'una foglia sferzata da libeccio,
seppur intenzionata a rimaner abbarbicata al pendulo cordone,
legante se stessa al proprio ramo amato,
mitragliato a sua volta da sibilanti raffiche violente,
nulla gli rimane,
se non aggrapparsi a speranzosa speme come fosse madre amata.
Prono su terra rosseggiante, prostrato al fato,
miraggio, gli appar, di verdi prati sterminati,
satollante olezzo di fiori, sovrastante ferroso sangue,
di rene dorate e assolate,
solcate da creste d'onda, spumate di biancore,
d'acque marine ornamentate di gemme lapislazzuli.
Effluvio di vitale salmastro, viceversa a putrida morte.
Alfin, di nuvole, cumuli rincorrentisi
e di frizzante aria su pelle sì ignuda, sensazioni strabilianti,
nell'impersonarsi libero parimenti a essa.
Ineluttabilmente,
l'offuscata coscienza è asssalita da quesiti silenti
d'un prode guerriero combattente...
Per qual motivo ignoto, s'è dato sapere?
... O all'opposto, negante il malefico reale,
d'un giovin terrestre
sottratto alla propria esistenza ond'elargire dolore.
Putativo padre,
quel sovrastante cielo
può unicamente pianger lacrime amare!
11-04-2018
© Diritti riservati di IRIS VIGNOLA

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