domenica 15 aprile 2018

MAURIZIO SPREGHINI


Varco quell'uscio esausto,
dormo a malapena la notte
le ombre assistono i miei sogni,
penetrano fin all'osso
disegnando croci dove prima crescevano fiori.
Ogni maledetta solitudine,
al di fuori sembrano prigioni
con le sbarre a delimitarne le sensazioni,
come fossero pietre da scolpire
da uno scultore che prima vendeva argilla.
L'alba miete sempre più vittime,
le ore notturne arrivano al capolinea
come bolidi su di un traguardo,
qui nessuno vince o vede allori
ci si alza vedendo il futuro come unica meta.
-Maurizio Spreghini- 2018 diritti riservati

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