venerdì 6 aprile 2018

GIANFRANCO CURABBA

Respinge per un momento
il rumore della tempesta,
nella rissa dell’aria conserva
il discernimento, la fede su
questa baldoria disperata
d’alcool con cui maledire
una scelta fatta col naso,
un tempo crepato fino all’alba.
Dilettanti di gran classe per
le donne intessute di betulle,
sei andato di là dei fiumi sereni
con una lanterna gelata che ora
ride a crepapelle. Ce ne sono
molti altri in questo tremore,
patetici dai lineamenti quasi umani
abitudini di vittime da riflussi ossessi.
Gianfranco Curabba

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