martedì 14 novembre 2017

VLADIMIRO BOTTA


Gemito prolungato
Posso continuare a spargere inchiostro,
vorrei solo intuirti nella lucentezza dei fianchi,
nelle asperità delle dune,
nel greto mormorante,
nell’erosione del desiderio,
rimodellarti come pan di zucchero,
sentirti sciogliere come liquirizia,
berti fresca come menta,
lavorio incessante di frenesie,
di mani che nell’incavo,
trattengono gocce di sudore,
e il gemito che s’alza prolungato,
alla luna che odora di rose selvatiche.

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