martedì 14 novembre 2017

SONIA FRANCO

🌹Avevo fame,
avevo sete,
avevo solo voglia
di urlare il mio dolore...
Rimasi stesa a terra
come a voler abbracciare
qualcosa di concreto
ma la trovai fredda,
Lei,
generatrice di vita,
non mi restituiva calore.
Mi vomitarono addosso
attenzioni,
mera curiosità,
perché il dolore attira,
ha un sapore agrodolce,
perché per alcuni è un dirsi:
"A me no,
io son fortunato,
io non merito ciò".
Ma il dolore
non l'ho partorito io,
mi è stato inflitto ...
Poi la forza
di una parola
giungermi a riscuotermi:
" Mamma!"
ed allora
ho dovuto alzarmi
con la pancia vuota,
con la mente
bersagliata
come un tirassegno,
con il cuore
ferito a morte ...
Ho dovuto
far entrare
la luce
tra le fessure
di quegli occhi
che non volevano
vedere più nulla.
Ho dovuto
ascoltare
il silenzio
tra chiacchiere
di circostanza ...
Ho scelto
di prendermi
ciò che è mio ...
Tra le mani
un cumulo di desideri,
un pizzico di audacia
e la voglia di nutrirmi
di tutti quei passi
in cui mi sono retta in piedi
senza sostegno,
sola,
sola come quando
giunge sera ...
Guardo ora il cielo
c'è il Sole,
il mio ...
Spalanco le braccia,
m'attraversa tutta ...
Energia pura ...
Amore che accoglie,
amore che dà ...
Vita ...
Tutta una vita,
ciò che rimane
da vivere ...
Ciò che scelgo
ogni giorno
in cui pianto un fiore,
una rosa
nel mio sentiero
per ricordarmi
che ho seminato
amore
solo infinito
amore...
Sono amore. ❤️

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