venerdì 3 novembre 2017

DUE NOVEMBRE di VITTORIA NENZI

Padre mio
Angeli eterni nell'infinito tutto,
Incorporee anime a ornare il Padre,
Luce divina senza interporre specchio,
Illumina il nero della perpetua notte.
Non ti chiedo il perché mutasti evanescenza in corpo,
Perché ponesti su questa terra la densità dell’uomo,
Non ti chiedo perché mutasti il perfetto in imperfezione,
Perché permettesti al corpo di peccare e poi morire.
Padre mio,
L’infinito dimora lassù da dove eterno rimira,
La finitezza del corpo che striscia leccando debolezze,
La bramosia che incatena l’anima immortale alla mortale vita.
Ti invoco,
Predica ancora l'eternità della scintilla,
Rivela che il nulla si riunirà al tutto,
Ti prego dimmi che lascerò il mio corpo,
Tornando evanescenza in luce eterna.
Prona proteggo il divino che è la vita,
Prona ringrazio di aver ad anime dato corpo,
Prona Ti prego di sorreggermi alla fine,
Riportarmi lassù nell’angolo di Cielo,
Dimora eterna dei miei umani ma eterni sentimenti!
Padre mio.
Vittoria Nenzi @ t.d.r.

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