mercoledì 15 novembre 2017

AUTORITRATTO di SIMONA SPALLETTA


"Autoritratto"
E immagino il vestito buono da usare in chiesa
Uscire di casa agghindata per la noia
Di questo conciliare gentilezza ed educazione
Con l'indifferenza e il disprezzo che vi porto
Immagino il mio volto bianco smunto sotto il trucco
D'un colore che il voltastomaco renderebbe troppo smorto
Con le occhiaie ad urlare che al vostro cospetto
Arrivo sfatta, insonne e insofferente
Ma pur sempre pronta a cogliere la mia occasione
Immagino poi il giorno in cui uscirò di casa vestita come il carbone
A cercare uno identico al tuo sembiante
Il nero sui vestiti e i capelli sciolti
E in faccia il ghigno muto della pena
Ti sceglierò mentre preghi la tua cattiveria
Dentro il letto di una puttana
O mentre tenti di scavare la fossa
Sotto i piedi di un'altra preda
Ricordati allora di tutti quelli a cui hai storto la vita
di quando ti prendesti gioco del destino di tuo fratello
Allungando una mano che brandiva il coltello
E se vuoi inginocchiati e piangi
non ho bisogno di suppliche né di trovarti in piedi
Per strapparti dal petto il rimasuglio sporco dell'anima giá perduta
Immagine di Nunzia Inkiostroanonimo Ia e grazie a Luciano!

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