giovedì 19 ottobre 2017

VLADIMIRO BOTTA

Una strana musica mi ha risvegliato ai sensi.
Ha infuso note che rotolavano come cascate melodiche dentro le mie arterie.
Sfioravano la mia epidermide.
Erano crome argento, liquide come fuoco.
Erano crome bronzo che tintinnavano nella notte spalancata al vento.
Erano suoni che si propagavano nel silenzio siderale.
Erano suoni che nel groviglio dei sensi mi congiungevano a te.
E ora mentre la mia pelle sa anche del tuo odore, mi abbandono alla voce, agli strumenti a percussione e a quelli a fiato e non finisco di vibrare.
E solo la luna sa.

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