giovedì 19 ottobre 2017

PERPETUI PASSI di IRIS VIGNOLA


PERPETUI PASSI
Quant'acqua è corsa sotto i ponti,
quanta pioggia s'è versata sopra i passi di bambina,
inabissate impronte infaticabili
divenute vane nel pensiero dei ricordi,
ch'han scordato di stiparle nelle stanze di memoria.
Mi chiedo quanti n'abbia vergati senza senso,
su declivi in salita e in discesa,
esulando dal conoscere l'approdo,
forse circoscritto allo stesso luogo,
forse lungo i margini del mondo, nella mente.
Perpetui passi tra le pieghe d'un percorso rampicante,
quando i minuti desideri
s'accontentavano di molto poco,
d'un gioco, d'un giocattolo ogni tanto, d'un bacio,
proporzionati alla tenera età e alla sua speme.
Le pieghe solcate dai miei passi divenuti grandi
si son mutate in differenziati anfratti,
dove s'alternava la luce con il buio
e rose su steli inoffensivi,
su cui all'improvviso spuntavano le spine, a fare male.
Impronte inasprite su pieghe sconnesse,
sprofondan nel fango, talvolta
e altrettante san sfiorar il suolo,
tentando d'alzarsi a un metro dal cielo,
per carpir l'effluvio dell'apogeo d'arcobaleno.
Dove viaggia il desio d'una bambina
nel pensier d'una coscienza fattasi adulta.
Alter ego, riflesso nell'attuale specchio.
17-10-1952

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia il tuo commento