sabato 7 ottobre 2017

PANE E DOLORE di LUCIANO ZAMPINI

PANE E DOLORE
Stanotte il mare è duro da ingoiare
troppo grande
un continuo mescolare di lacrime amare
no, non riesco proprio a mandarlo giù
questi frattali cambiano solo confine
si confondono tra mille sfumature
nei cristalli di sofferenza
graffiano
la fragile pelle, ammantata di neve
solcano e lasciano scie, nere come la pece
a che serve nascondersi dentro un prosaio
non esiste rito per cancellare l'angoscia
sotto un riflettore di sentimenti
danza la cenere del fuoco
sto qui impenitente
nel rifiuto di un abbuono
no non mi passa
non passa
stringo tra le mani i pensieri che si perdono nel mondo
e mi tengo il tempo infuocando la mente.
©luciano zampini/registrata

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