domenica 15 ottobre 2017

ATAVICO AMPLESSO di IRIS VIGNOLA


ATAVICO AMPLESSO
Tremolii su primitive labbra consenzienti,
dischiuse, nello sfiorar d'un cristallino bacio,
seppur prologo d'ulteriori eccessi fattisi irruenti.
Tra oleandri e rampicanti,
betulle e piante sempreverdi,
gli olezzi dei roseti inebriavano l'olfatto.
Parossismi equipollenti nei lor sensi esasperati,
sguardi impertinenti supplicavano il coraggio
per quegli istinti di cui non erano coscienti.
Coperti dal primordiale cielo, vermiglio, nei riflessi conturbanti,
ceduti al mare, nel suo ospitare il sole e i suoi colori rosseggianti,
nell'imbrunire, sì posto a ventaglio, il femminile corpo seducente e nudo.
E nell'atavico amplesso sconsacrante, dacché non eran sposi consacrati,
godeva il serpente, nella sua spira avviluppato,
nel mentre il sole perdeva i suoi appigli,
calandosi nell'acque divenute turbolenti.
Nel cielo oscuro, poi giunse il tuono, nell'ira del Creatore palesato,
lor Dio Padre, che li additò a spergiuri e stolti peccatori,
sancendo pene gravi e pianti disperati,
per l'avventata Eva e il suo compagno Adamo.
Stranieri a quel giardino, nel lor errar nel mondo ignoto, alfin conobbero le vesti.
07-10-2017

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