martedì 26 settembre 2017

RIPUDIO TE, CARONTE di IRIS VIGNOLA

I
RIPUDIO TE, CARONTE
Ripudio te, Caronte, ripudio la tua sorte,
sembianza ostile...
non di demone...non d'anima dannata,
ma serpe vile.
Di Lucifero, schiavo infernale.
Traghettator infame d'anime perdute,
scortate alla foce, nella miscredente baraonda,
in un silenzio ambiguo e innaturale,
nell'acque fredde dell'eterno fiume scuro.
Impietoso e muto, il tuo remar continuo.
T'accosti, atavica figura orripilante,
tra gemiti e lamenti,
alla triste dimora del tormento,
in cui incessanti pene s'hanno, in perpetuo,
da scontare,
per giudizio incontestabile dell'onnisciente Padre.
Anime nere s'accingono a sbarcare,
meste all'avanzare, nel varcar la soglia,
alla mercé di diavoli e fiamme inestinguibili,
stolte fautrici degl'imperdonabili peccati,
nel mentre tu ritorni alla sorgente di quella terra fatiscente,
nell'imperterrito navigare sui flutti dell'altrui rimorso,
del tutto sconosciuto,
all'incosciente tuo sapere.
Ripudio te, Caronte, ripudio la tua sorte.
Ripudio quel tuo mondo, intriso di male, di rabbia e di furore,
sebben tu appaia mite e solitario, nel comune immaginario,
traghettator, senza ritegno, di chi non ha più scampo.
Entità servile dell'infernale scempio.
09-07-2015

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