giovedì 21 settembre 2017

GIOVANNI MARTONE

Eri, la sera, dentro un libro da scrivere,
copiavo poesie dentro i tuoi occhi
una, cento fino a trovarti curiosa e fragile
nel verso di un'aurora abbandonata.
Ora sei dentro un farmaco che controlla
ribbellioni d'anima e lenta ti cerchi e muori
al silenzio dei miei richiami , io ancora scrivo
su un muro che ostacola il passo vivo.
Non sò più la sera dove venirti a cercare
hai occhi chiusi nel verso di un tramonto
quando il cielo si specchia di azzurro mare
per impedire il silenzio di una notte breve.

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