giovedì 21 settembre 2017

BACCO, NON A CASO di BRUNA CICALA

Bacco, non a caso
Nel vino, le gambe delle donne
lasciavano quel tocco di peccato
che entrava nelle vene a riscaldare i sensi,
a prendere la mente.
Spiccavano carni color di madreperla
nel succo che esplodeva dagli acini maturi.
I rivoli scendevano a umettar ginocchia
che gli occhi già rapivano
e il gusto promettevano di nettare e ambrosia
Nei tini di settembre, Bacco si ridesta
e il canto si fa audace:
la gonna arrotolata sui fianchi promettenti,
le bianche carni esposte,
i frutti nelle mani,
gli acini alla bocca richiamano il peccato
e l’aria s’ arroventa di lussuriose api.
I piedi maliziosi già pigiano quel mosto
che sgorga tumultuoso bramato nella gola,
nei sensi risvegliati.
La danza ora incalza nella musica che sale.
Il ritmo si accompagna al guizzo effervescente
che inebria, mi rapisce, m’ubriaca di passione,
divarica le gambe come estasi d’amore.
Poi quando verrà il tempo di calici suadenti,
ritroverai colori che ammiccano profumo
di bionde trecce al sole, il rosso delle labbra
e perle misteriose nascoste nelle notte,
da assaporare piano per coglierne l’essenza.
E Bacco è testimone di noi.
©bruna cicala/R

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