domenica 6 agosto 2017

OMBRE CHE MIRANO AL CIELO di VLADIMIRO BOTTA


Ombre che disegnano una antica coorte,
ombre che si dileguano lungo muri appena accennati,
ombre che si rincorrono sull’ acciottolato,
ombre di volti, storie, di uomini, di donne, di bambini e varia umanità.
Ombre che hanno scandito il vivere, nella dolce asprezza del dialetto,
ombre che s’alzavano prima dell’alba e rincasavano a tramonto iniziato,
ombre che hanno popolato con canti, lotte, dura fatica, un borgo,
ombre che sono emigrate, salpando i mari, ombre che sono ritornate dai viaggi dell’anima.
Ombre e volti, voci e passi, storie di crudo realismo e di sogni alati,
ombre di amori, ombre cariche di torrido caldo estivo,
ombre amorose che nel velato accento di frescura notturna, si cercano e sfiorano,
ombre di voci narranti, ombre della memoria che squarciano il buio del presente.
Ombre che nella coralità del vivere, hanno saputo vivere anche nei silenzi appartati della storia,
ombre che hanno gridato, e dato speranza,
le ombre non muoino,
le ombre ritornano, sono il nostro cielo rovesciato.

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