sabato 5 agosto 2017

GIANFRANCO CURABBA

Attese come inesorabili
pini verso sera, parole
e preghiere tra i sassi del
dubbio ma l’inerzia è
la parte peggiore tra proteste
in regresso, fila liquida
la fede con la sua promessa
come una bellezza eterna
che aspetta in cadenza la
fine di un vizio,
sirene spente della mia
arte che traffica ragioni
di resistenza mentale.
Questo è l’infortunio
l’occhiuta impazienza
nella quale sono cresciuto
sempre più a fondo a spezzar
il nodo.
Gianfranco Curabba

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