lunedì 17 luglio 2017

MEMORIALE OLFATTIVO di VLADIMIRO BOTTA


Quanti odori ho respirato,
quanti profumi inalati e indossati,
intrecci strabilianti di sensualità,
crocevia di emozioni, spigoli di dolore.
Mi sono perso dietro al profumo arancio di giorni caldi,
Mi sono ritrovato, intrappolato nel profumo di gelsomino di eterne primavere,
Mi sono ridestato al profumo sottile dei pini, di autunni già venati di freddo.
Mi sono rianimato al profumo delle caldarroste, tenute nelle mani, inventandomi i tepori della pelle.
Mi sono saziato al profumo delle spighe di grano,
Mi sono avvertito povero all’odore di fumo che saliva dai camini,
Mi sono percepito bagnato fino alle ossa, all’odore stagnante degli acquitrini.
Mi sono annusato, impaurito all’odore aspro della perdita,
Mi sono smarrito in tutti gli odori e profumi, trascinati dal vento.
Di tutti i profumi e gli odori, prediligo, quello inconsistente e tenace dei giorni ancora da venire.

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