domenica 2 luglio 2017

IL TEMPO DELL'AMORE di FEDERICA VANNACCI

MENZIONE DI MERITO PERSONALIZZATA CON LODE ALLA CREATIVITÀ SEZ. B


Si erano conosciuti da ragazzini, la vita  li aveva tenuti lontani per un tempo lunghissimo, poi un giorno per caso si erano ritrovati, si erano riconosciuti subito e, da quel momento, le loro vite non sarebbero state più le stesse. Francesca aveva alle spalle un matrimonio finito che l'aveva lasciata con tanta amarezza dentro, da quando suo marito se n'era andato, non ne aveva voluto sapere di ricominciare altre storie e si era chiusa in se stessa, buttandosi a capofitto a scrivere libri per bambini, il suo lavoro. Andrea invece era dottore e aveva moglie e figlia, pensava ormai di aver raggiunto tutti i traguardi che si era prefissato vivendo una vita tranquilla. Ma il destino aveva riservato loro qualcosa  cui non pensavano, che non stavano nemmeno cercando, era l'amore che li aveva trovati e non li avrebbe lasciati più, anche se la felicità avrebbe lasciato il posto al dolore.
Ogni giorno, per mail, si raccontavano le loro vite, i sogni, i desideri, si parlavano così per ore di quello che a ognuno piaceva, dei loro interessi e, piano piano, quelle lettere diventavano sempre più intime e Francesca riuscì ad aprirsi con lui raccontandogli cose molto dolorose della sua vita, per la prima volta si sentiva considerata, ascoltata, capita, aveva trovato nell'amicizia di Andrea il modo per tornare a vivere accorgendosi poi che quell'affetto che la legava a lui si era trasformato in amore. Andrea ci mise un po' di più a capire che si era innamorato, se ne accorse una sera quando rigirandosi nel letto ripensò che lei non gli aveva scritto e capì che aveva sentito la sua mancanza.
Decisero di incontrarsi per prendere un caffè, quando si ritrovarono erano tutti e due un po' imbarazzati, ma anche felici e tremanti per quell'incontro, da quel giorno diventarono inseparabili, si cercavano per telefono, con i messaggi e le loro solite mail ma avevano iniziato a vedersi ogni giorno, a qualsiasi ora anche solo per cinque minuti, per il bacio del buongiorno, per farsi due coccole, per un caffè al volo. Si rincorrevano per tutta la città come due adolescenti al primo amore, folli per quel sentimento che li riempiva di felicità.
La prima volta che fecero l'amore capitò per caso, lei era passata dal suo studio per salutarlo, non c'era più nessuno per le visite e lui la fece entrare nella sua stanza. Appena la prese tra le braccia sentirono entrambi la voglia di appartenersi e senza parlare lasciarono che quella passione li prendesse e li portasse a conoscersi fin nel profondo dei loro esseri. Quello era il loro amore, l'avevano capito subito appena si erano trovati occhi negli occhi, non era un'avventura, il gioco di un'ora, era un sentimento profondo che teneva uniti i loro cuori, le loro anime si erano toccate e il bisogno di starsi vicino era sempre più grande.
Iniziarono a fare progetti, a pensare una vita insieme, a come avrebbero vissuto, se mai avessero avuto un figlio. Rubavano tempo alle loro vite per vivere nel loro mondo dove esistevano solo loro due, i mesi passavano tra momenti di pura gioia e altri di dolore immenso perchè si rendevano conto che il loro amore non poteva avere un futuro. Fu Andrea che un giorno le disse che non ce la faceva più ad andare avanti in quel modo, che non voleva averla come amante, voleva di più ma non ci riusciva, la paura di affrontare sua moglie, le conseguenze di una separazione, il pensiero di allontanarsi da sua figlia che adorava, lo tenevano inchiodato lì, soffriva per quella situazione, ma preferiva vivere nel ricordo di quell'amore che viverlo fino in fondo. Francesca mentre lo ascoltava sentì come se qualcosa con una punta tagliente stesse trapassando il suo cuore, fu come se qualcuno le strappasse da dentro l'anima, era un dolore che non aveva mai provato, così come l'amore che sentiva per lui. Smisero di vedersi, di sentirsi, lui aveva fatto prigioniero l'amore che aveva per lei nascondendolo dietro ad un muro e ne soffriva in silenzio; lei invece si disperava piangendo ogni giorno soffocando le sue grida di dolore come fosse un animale ferito. Ma poi ripresero a scriversi e poi di nuovo a vedersi e passarono un anno così, tra alti e bassi, tra risate e lacrime cercando di dare un senso al loro amore. Ma Andrea era sempre più preso dalle sue paure e Francesca non sapeva come aiutarlo, le sembrava che lui non si fidasse di lei perchè non le permetteva di entrare fino in fondo nella parte più intima del suo essere che era rinchiuso in una cerchia di mura con cui si difendeva, ma perchè difendersi da lei? Lei che lo adorava e che avrebbe fatto qualsiasi cosa per quell'uomo così dolce e amoroso in tanti momenti e così fragile in altri...Francesca lo capiva anche se lui pensava il contrario ma sapeva anche che l'amore non può avere catene, non si può nascondere, deve vivere e quando questo non succede l'amore anche se rimane si logora fino a finire. Erano fatti per stare insieme, avrebbero potuto essere felici condividendo i momenti belli e le difficoltà, era in quel "noi" che lei trovava la forza di andare avanti ma lui sembrava non crederci. Lo vedeva stare male per tutta quella situazione, continuare la loro storia faceva soffrire entrambi e stare lontani forse gli avrebbe fatti stare peggio ma non c'erano soluzioni. Avevano provato tante volte a troncare quell'amore e non ci erano mai riusciti, Francesca era impaziente, si aspettava che Andrea si decidesse a stare con lei, ma non succedeva anzi, lui si stava allontanando, lo sentiva scivolare via e non poteva farci niente; sapeva quanto l'amava ma era più forte in lui il senso del dovere, il non perdere quella sicurezza che si era costruito con la sua famiglia e fu così che lei decise di non vederlo più. Smise di scrivergli, di chiamarlo, di andare a trovarlo, sparì dalla sua vita così come c'era entrata. Passarono alcuni mesi, Andrea un giorno affacciandosi alla finestra del suo studio la vide, era lì col suo cappotto nero e la sciarpa viola intorno al collo, quella che lui le aveva regalato per il suo compleanno, le sembrò più magra, e quando lei alzò lo sguardo verso la sua finestra si accorse di quel pallore etereo del suo viso, Andrea si scostò ma cercò di seguirla con lo sguardo da dietro la tenda, Francesca affrettò il passo e poi sparì dietro l'angolo del palazzo di fronte.
Ogni giorno Francesca alle cinque del pomeriggio passava sotto lo studio di Andrea, lui che se ne era reso conto senza farsi vedere la spiava passare provando ogni volta una fitta di dolore al cuore e il desiderio di correre da lei. Per quasi un anno andarono avanti così, cercandosi da lontano senza mai scriversi una parola poi un giorno accadde qualcosa di diverso, quel pomeriggio alle cinque mentre lui la stava aspettando lei non arrivò e allora mille pensieri cominciarono a rincorrersi nella sua mente, la paura folle che le fosse successo qualcosa o che alla fine si fosse stancata di lui e del suo rimanere immobile... Nemmeno il giorno dopo la vide, nè quello seguente e così i giorni che vennero.
Andrea non sapeva cosa fare, era preoccupato, ma non voleva cercarla perchè si sentiva così in colpa per tutta la sofferenza che le aveva dato che non voleva crearne ancora.
Una mattina però arrivò un corriere con una lettera per lui, riconobbe subito la calligrafia e si affrettò ad aprirla, le mani gli tremavano e via via che scorreva quelle righe i suoi occhi si riempirono di lacrime che cominciarono a rigargli il viso.
" Mio dolcissimo Amore, per mesi ho tentato di soffocare il dolore, di provare a tirare su un muro dove nascondere tutto l'amore che ho per te ma non ci sono riuscita. Ogni giorno passando sotto la tua finestra ho sperato che qualcosa cambiasse, che tu corressi da me ma non è mai accaduto. Un' amica un giorno mi ha detto che non si può morire per amore...si sbagliava...mi sono spenta a poco a poco cullandomi in quei sogni che facevamo insieme, credendo che se si desidera qualcosa con tanto amore tutto diventa possibile ma alla fine hai vinto tu, non basta provare qualcosa di forte per qualcuno perchè l'impossibile possa diventare possibile. Me ne sono andata in silenzio senza cercarti più, il mio è stato un gesto folle come folle è stata tutta la mia vita, spero che non mi odierai per questo ma soprattutto spero che riuscirai a non dartene la colpa. Un giorno mi hai detto che avremmo dovuto incontrarci quando tutto era possibile ma il tempo dell'amore arriva proprio quando meno te lo aspetti, ne siamo stati travolti, impreparati ad affrontarlo. Ti amo e non potendo vivere senza di te ho deciso che la mia vita non aveva più un senso, tu sei quella parte di me che mi mancava per sentirmi completa, sei stato aria per i miei polmoni, battito del mio cuore, senza di te, tutto è finito. Ti prego perdonami e continua ad amarmi da lì...io veglierò su di te fino alla fine dei tuoi giorni con tutto il mio amore. Francesca "
Andrea non riusciva a smettere di piangere, con tutte le sue forze cercava di non capire il senso delle parole che aveva appena letto, un dolore lancinante gli saliva dal petto, non poteva essere successo quello che stava pensando e in un attimo di lucidità prese il telefono e fece quella telefonata. Il cellulare gli cadde di mano rompendosi sul pavimento, sì c'era una Francesca sepolta lì, morta il 17 febbraio, era passato un mese e lui l'aveva saputo così dalle parole scritte su un foglio di carta che profumava ancora di lei.
Uscì di corsa dallo studio, prese la macchina e iniziò a correre come impazzito per la città, doveva vedere coi propri occhi quella tremenda verità; parcheggiò quasi davanti all'entrata del cimitero e corse dentro cercando tra le ultime croci di legno quella con scritto il suo nome.
Si fermò pietrificato davanti a quella foto, si lasciò cadere in ginocchio davanti a quegli occhi che gli sorridevano felici come le volte che stavano insieme e ricominciò a piangere, dondolandosi, sussurrando fra sè solo una parola: "perchè?"
Niente le rimaneva di lei, solo la scritta sulla foto "A...come Amore".

Motivazione: Francesca e Andrea, la descrizione di un amore impossibile da vivere, la disperazione di una fine inaspettata che porta ad interrogarci e comprendere che forse ci sono inizi che andrebbero da subito respinti per non morire d’amore.

Paola Bosca

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