lunedì 17 luglio 2017

IL SOFFIO SULLE LABBRA di PAOLA BOSCA

Posai la testa sul tuo grembo
respirai i primitivi affanni
celati dal largo sorriso
Quelle mani sempre convulse nella tua terra
sapevano di pane buono
mi fidavo del loro odore
ero sangue nel tuo sangue
un sigaro e un bicchiere di vino rosso
bastavano a rallegrarti di cielo
uno sguardo d'insieme per cogliere l'infinito
quando a noi sfuggiva il peso di una carezza.
La vita ci scorreva tra le gambe
suadente richiamo nell'eccitazione della giovinezza
mio fratello accoglieva tra le labbra i primi turgidi seni
ubriaco di primo amore
io giocavo con i sogni
barattavo illusioni con sguardi invaghiti
la sera bastava per raccontarci.
Adesso saprei baciarti
saprei raccontarti delle ombre sfocate al richiamo del buio
e di quanto brucia il sale sulla ferita aperta
adesso ti chiederei i mancanti palpiti
la pretesa del ramo più robusto
e di quanto vorrei essere evocata figlia
urlando mille e per mille volte ancora il tuo nome
tornando fanciulla senza fine.
Ci siamo persi nei tuoi occhi chiusi
tu, un soffio che alita su labbra gemelle una preghiera.
Haamiah sono figlia di Mario
lui non sapeva della tua essenza
guidalo sino alle tre lune.
È un insulto all'anima questo dannato tormento.
© Paola Bosca/registrata

immagine web

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