lunedì 1 maggio 2017

VERRÀ IL GIORNO IN CUI NASCONO CILIEGIE di RENATO FEDI

Abbandonato
l’intelletto si costringe in volute di sconforto
per te che lontana di passione 
ti rigiri in frasi da notaio
e chiudi in ceralacca il ticchettio del tempo.
[D’autunno in fiore non è albero
l’amore che dimora nel mio campo.]
Pulsa a scroscio
il ritmare usuale di parole contro parole
in te che pervasa dell’assenza
ungi la ruota al correre dei giorni
a indovinare futuro dentro una sfera.
[Da seme spontaneo nasce l’albero
s’abbevera di pioggia al naturale.]
Rimbomba a tuono
il ruggito del cuore solitario a notte
su te che nelle profondità del sonno
albeggi un sogno vestito
e togli i sigilli all’armadio dove appendi amore.
[E sarà albero di frutti a maggio
sarà il giorno in cui nascono ciliege.]

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