martedì 30 maggio 2017

MORIRE A GERUSALEMME di ANTONIO LANZA

Un ragazzo aveva gli occhi verdi
e sognava sempre la sua terra
una canzone dolce poi si perde
 sola alle prime stelle della sera.
 Un soldato girava sempre armato
 ma nei suoi occhi c’era tristezza
per un fratello non più amato
perso nella lontana giovinezza.
Per una patria sempre inseguita
una striscia di terra così contesa
 un grande sogno mai realizzato
 solo di sangue la paga del mese.
Morire sai è un ideale cosi bello
dicevano i messaggeri di morte
 hanno imbottito così mio fratello
 ora è in cielo dove sarà più forte.
Dopo tanti stragi inutili che bugia
 morire per un ideale che non c’è
 solo odio o peggio ancora la follia
per farti morire e separarmi da te.
 Sai che cosa rimarrà dopo di noi?
solo un grande deserto di dolore
 e qualche città sarà costruita poi
se finisce l’odio e nascerà l’amore.
O Gerusalemme perché non ci sei
 con le mille ferite non ti conosco
il Grande Uomo che mori per noi
donò una fiamma, un solo desco.
 Degli antichi peccati egli ci liberò
 perché dopo non si facessero più
in un coro solo dire: non morirò
voglio mio fratello fallo amare tu.
E tu soldato metti via quel fucile
 fallo adesso che c’è un orizzonte
 una prova d’amore non sarai vile
per tutti i popoli una sola fonte.
Tu scriverai veramente la storia
che solo l’amore salva il mondo
nessuna sconfitta, ma la vittoria
di quel sangue sparso innocente.

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