domenica 7 maggio 2017

L'AVIDITÀ DELLA VECCHIAIA di CESARE MOCEO


Sono un pellegrino errante di questo mondo
e rallento il mio andare
quando in lontananza 
scorgo le pagine allegre d'un qualche libro che mi sorride
Con lui mi fermo a contemplare i visi belli della mia fanciullezza
deformati ormai nei ricordi
da questa infida vecchiaia
e le parole che un tempo pronunciai
e che ora rapite dell'oblio
più non sentirò
E rimango sempre amico di me stesso consapevole della vita che scorre
e dei passi che faccio
e dei miei versi sempre a portata di mano
mai inopportuni e mai molesti
a rendere splendida la mia prosperità alleviandone le sventure
nel tempo che passa
che tutto deturpa e tutto cancella

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