lunedì 1 maggio 2017

GIANFRANCO CURABBA

Molte domande ancora
in sopratono mai andate
via da qui, sembra calma
l’attesa degli anni in cui
si incollano le cosce raccontando
storie di corpi e di terra,
parole scendono nelle vallate
e la bocca è pietra nel nostro
silenzio che conosce la morte
per non spiegare il giusto e
l’errato. A cose fatte pare
d’averlo saputo ma noi abbiamo
solo i titoli migliori di clamori
alla rovescia. Ne portiamo i
segni e non lo sappiamo,
sappiamo poco e ci basta come
un bicchiere di vino e i capelli
tinti che rimanda al domani
e si libera di noi.
Gianfranco Curabba

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