venerdì 12 maggio 2017

CIELO ROVESCIATO di VLADIMIRO BOTTA


In questa sera di maggio, cade improvvisa la sera, il cielo nella sua luminescenza si rovescia come dentro ad una cartolina, si contempla nel riflettere, papaveri, pioppi , alberi di ciliegio, e il volo solitario di un falco.
Il meriggio caldo che ha incendiato i campi di grano, svanisce lentamente, nel torpore languido delle ultime vampate di calore.
Solo le spighe di grano piegate, conservano il profumo e la memoria dei nostri corpi, arsi dal piacere.
Tu più nuda di una pietra arroventata dal sole, i baci scottavano le labbra.
I tuoi occhi strette feritoie che, assorbivano i raggi di luce fino a esploderti dentro.
L’arancione della luce, il rosso della passione.
Poi la meraviglia sgranata nello sguardo profondo, di un nero scintillante.
Immerso nel tuo pozzo, per riemergere assieme a te, nel campo di grano.

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