giovedì 23 marzo 2017

INTERIORMENTE MORIRE di HORION ENKY


E ci si abitua ai risentimenti,
alle nostalgie, agli abbandoni,
alla lontananza e a raccontarci consolanti bugie. 
 Prender per mano la solitudine
e dipingerla di sogni mancati,
starcene seduti
 e far divenir un mostro l’amore che affligge.
Evitare lo stupore d'una persona felice,
per paura d’esser derubati del dolore che ci tormenta.
Vivere di pianti senza raccoglierne le lacrime,
buttando via i fazzoletti bagnati,
per il solo fatto
 ché hanno consolato i nostri occhi nell'accoglierle.
E ci si abitua al silenzio, alle imprecanti preghiere,
ai riti consumati davanti agli altari
illuminati dalle fioche luce delle candele;
alle catene che ci legano ai ceppi delle delusioni,
a diventar impassibili al mormorio dei petulanti
che, da saccenti, ti consigliano come mutare il tuo futuro,
come veri negromanti.
E seppur ti sia abituato al passare dei giorni
 e a tutte le loro sfumature,
un dì all’improvviso darai una svolta alla tua vita,
accorgendoti che non ci si abitua alle sanguinanti ferite,
né a mitigare ogni dolore, né ogni sconfitta,
così reagisci se non vuoi interiormente morire.
Horion Enky

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