lunedì 27 marzo 2017

GIOVANNI MARTONE

Non respira più l’aria, quietata,
l’affanno, ultimo , nel grido, è nelle crepe
come polvere che lenta si posa e riposa
in attesa di un vento, di un urlo di piazza.
“Marito e moglie venditori ambulanti si tolgono la vita”
… e la conta continua fino a disperdere
il numero primo, tutto diventa abitudine
in questo strano silenzio sottomesso e ingoiato
mugugno di agnelli nel giorno prima di Pasqua.
“Perdonateci non avevamo più niente per vivere”
Un foglio lacerato di carta lasciato cadere
quando l’ultimo dondolio di vita si abbandona
nell’incrocio nei vostri sguardi ora liberi,
eterna sarà l’immagine scolpita alla trave.
“ Un giornale locale commenta prima pagina, un giorno diverso.”

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