giovedì 23 marzo 2017

GIANFRANCO CURABBA

Ripetizione di competenze
voler tornare ad eleggibili
giorni di madre, opposte
passioni le figlie a vederle
diverse, nel petto la tua
stessa integrità di montagna
bella nelle notti d'estate,
solo me ultimo bene
senza attesa per l’abitudine
di chissà che amore che
abbiamo in testa e ci pare
che quadri imitando noi stessi.
Fissiamo il corso di tutto
quel che stanca coi fiori
in grembo come pagane innocenze,
nulla ci manca eppure preghiamo
per migrare all’altra riva
di te rinverde la lunga veglia
materna, una creazione per
il tuo divenir taciturna.
Gianfranco Curabba

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