mercoledì 1 marzo 2017

ERO MAGGIO di PAOLA BOSCA

Ero Maggio tra i rami del tuo corpo
ero agile tra le tue dita dentro la pelle
tremule foglie gonfiavano i capezzoli di giovinezza 
e tu, morivi cento e poi mille volte nell'affanno del delirio
morivi con gli occhi spalancati all'odore delle viole
tra le mia gambe allargate al cielo.
Ero Maggio tra le tue dita possenti
che abbracciavano altri sguardi
c'erano profumi alieni nelle camicie sgualcite di sospetti
e io in ginocchio sull'altare morivo cento e poi mille volte di gelosia
il rumore del vento tuonava di amplessi e risate carnali
tornavi sempre di notte a succhiare il mio seno gonfio di presenza.
Era una notte di Maggio quando resi l'ultima lacrima alla luna
il suo ventre partoriva ali d'angelo e fatali chimere
al suo fianco una stella di colore vermiglio
tesi la mano per baciarla
già fremente di mutato ardore.
© Paola Bosca/registrata

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