sabato 11 febbraio 2017

VLADIMIRO BOTTA

Una folla sbarazzina di sensazioni, come una piccola fiumana di scugnizzi dai vicoli, alle arterie.
Quando piove, con il sorriso, dipingono il sole sulle nuvole gravide di pioggia.
Con la loro malinconia ridente nelle giornate estive, catturano i guizzi della luce.
Alle prime luci dell'alba, la marina si riveste di colori che rapiscono la mente.
Sulle piccole marine, l'aria è impregnata di iodio e di odore di pesce.
Una sorta di carezza che dai vicoli scende alla marina e che dalla marina s'inerpica per i vicoli.
Una strana città dove l'elemento femminile predomina ma non sovrasta, domina, impera e si mescola, in ridente o dolente effusività, con i suoi uomini dagli occhi ribaldi e il sorriso malandrino.
Cammino lungo la scogliera, le onde s'infrangono, schiumano, si elevano e, in uno scintillio di cristalli d'acqua, s'inchinano alla mole scura del Vesuvio.

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