domenica 26 febbraio 2017

UNA POESIA, UN AQUILONE, UN CUORE di ANTONIO CEDDIA



Nell’aria
v’è un sapore strano:
sarà forse la pioviggine,
oppure, una stella scesa
come una goccia;
un mal di testa di pensieri;
un appuntamento a puttane;
un carro carnevalesco,
scassato e fuori gioco;
una manifestazione rinviata:
tutto mandato al diavolo!
Disordine imperante;
maschere smarrite e
senza una meta fissa,
comunque sia, si va allo stadio
o in qualche pub,
per trincare e ripiegare.
Mi prende per il culo,
‘sto mese ingannatore
che, coi sberleffi,
ti distoglie e ti sottrae ancora il tempo.
Ai piedi dei palazzi periferici,
ci sono i coriandoli,
attaccati sul selciato.
Manca una sorpresa;
un volto per davvero;
un po’ di stupore;
una comprensione;
una manciata di calma.
Mi girano le palle!
Non vedo il tempo,
cambiato per molti.
Troppe facce tristi
è questo carnevale
fa finta di niente:
mi vuole ingannare!
C’è un giovane asiatico,
con i denti grandi e bianchi;
con gli occhi abbassati,
intanto che, lo guardo
con un mezzo sorriso,
l’altro è incazzato e dispiaciuto!
Gli pongo qualcosa
che lo faccia sorridere:
accidenti, che dentatura!!!
Girovago solitario e nell’anonimato,
lasciando la macchina
in un parcheggio, senza pagare:
non ho più spiccioli!
Stasera, cucinerò per due donne
ci sono fragole
e una bottiglia di vino riserva:
questo mi rende felice, perchè
non penserò a questa società
superficiale, che pensa,
esclusivamente, a giocare.
Questo maledetto cervellaccio,
fruga, talvolta impreciso,
troppe cose , provando
le percezioni che turbano il mio esistere.
Non riesco a ingoiare l’indifferenza;
non riesco a girarmi dall’altra parte;
non riesco a scordarmi;
non riesco ad essere indifferente;
non riesco ad essere un ignoto e vigliacco;
non riesco a mettermi la maschera.
Nell’aria
v’è un sapore strano:
sarà forse la pioviggine,
oppure, una stella scesa
come una goccia;
un mal di testa di pensieri;
un appuntamento a puttane;
un carro carnevalesco,
scassato e fuori gioco;
una manifestazione rinviata:
tutto mandato al diavolo!
Disordine imperante;
maschere smarrite e
senza una meta fissa,
comunque sia, si va allo stadio
o in qualche pub,
per trincare e ripiegare.
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