mercoledì 1 febbraio 2017

MATILDE MARCUZZO




Ho diviso l'alba con le braccia
per raccogliere i vuoti del tuo sonno nell'aria bruna.
Ha pianto foglie il firmamento
mentre s'impellicciava di neve
il mio sangue pugnalato da istanti. 
Ho impastato la notte con le viscere per calcare gli spazi dei tuoi capelli arresi da un vento marmoreo.
Ti ho amato tra la quercia e il decolletè del sole, quando zittivano le cicale e cantavano le nuvole soltanto perchè tu a me venivi.
Lusinghe erano le bugie sulle ombre dei tuoi sguardi veri.
Ti ho amato nella timidezza oratoria
che alla pace mia sempre sovviene.
Matilde Marcuzzo (c)

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