lunedì 20 febbraio 2017

ALBE di VLADIMIRO BOTTA


Albe
So fingere, ma non divido mai il mio dolore, sai
me lo vivo da solo.
Io sono generoso, condivido il piacere, ma non il dolore.
Ne faccio una poesia su questo dire, passerò per anima eletta, mentre sono negligenze.
Quando, il vento si placherà e le fronde degli alberi saranno pacifiche, nell'aria immota, avrai di me lo stridore.
Si i silenzi della natura che non parlano mai agli esseri umani, ma si distendono nell'indifferenza del giorno che muore.
La mia frenesia è sempre un colore, un riflesso, una forma, l'idea di un corpo, la fragranza di un fiore.
E' quello che vorrei donare allo sguardo degli altri, offire alla sensibilità di palesarsi senza timori e tremori, ma essere tremante di bellezza.
Una vita che confonde le albe e i tramonti, ma non si dimentica delle persone.

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