martedì 10 gennaio 2017

PAROLE AL VENTO (MARIA DANESE)




Si sceglie la via piu' comoda,
osservare con misurato distacco
le cose di questa quotidianità,
affacciandovi
alla finestra dell'esistenza,
ma,
guardandovi bene
dal lasciarvi coinvolgere
dalla passione dei vostri scritti,
dalla passione dell'anima,
che richiedono...
Restate fedeli,
freddi,
al calcolo delle parole ricercate,
ciò che scrivete,
sposa la descrizione della realtà.
Non andate oltre il pronunciabile,
la vostra arte è
solo un esercizio di scrittura
che si complica nel formalismo.
Il risultato?
Versi stilisticamente perfetti
ma vuoti.
Manca il coraggio di andare oltre l'estetica
delle belle parole,
troppo costruite
in uno stile di troppi artifici.
Si sceglie la strada di sempre.
All'abbandono incondizionato
si preferisce il calcolo delle sillabe,
in dettato,
che non azzarda mai,
senza partecipazione,
senza coinvolgimento del sentire,
il verso perfetto.
Troppo innamorati della forma,
una precisione semantica
svuotata di ogni contenuto,
aprendo porte ad una poesia fredda,
senza coraggio di coinvolgere
se stessi e il lettore.
Bisogna scoprire l'autenticità,
librare i versi fatti prigionieri.
Per questo è necessario
guardare il fiume della vita.
Magari anche di affogare!!
Da troppo tempo ormai
tutti fermi sulla riva e
nella poesia
limitati a raccontare le correnti
che scorrono...
Manca il coraggio di nuotare.
Le parole ai poeti,
che colmano vuoti
dimenticanze ed esclusioni,
navigando nel verso giusto
per ritrovare la bussola persa
in un ingiustificabile oblio.
Senza spiragli,
senza follia,
non ci sarà piu' poesia,
l'unica voce che
dissacra l'anima,
scintilla che ancora accende la parola
e
provoca incendi nei cuori puri.
Il futuro è poesia.
Danese Maria 10/01/2017

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