giovedì 12 gennaio 2017

NICOLETTA PERAZZELLI

Spesso mi chiedono come si fa a dimenticare qualcuno che abbiamo amato tanto, ma davvero tanto.
Spesso mi chiedono come ho fatto a dimenticarti.
Io non lo so come ho fatto, dico davvero. Perchè ero la prima a pensare che senza di te ogni cosa della mia vita sarebbe stata vuota e senza senso.
Pensavo di non farcela, e due o tre volte ho anche seriamente pensato di morirci della tua mancanza.
Non erano delle piccole fitte, era un dolore costante, come una presenza che era con me in ogni cosa facessi.
Uscivo di casa ed eri nell'odore del caffè, pioveva ed eri nell'odore dell'asfalto bagnato, eri nelle occhiaie la mattina, nei miei film preferiti la sera, eri sempre li a farmi compagnia anche se non c'eri più.
E tu non c'eri davvero più perchè mentre io piangevo eri a divertirti come mai prima.
Mi alzavo ogni giorno e mi sentivo come se dovessi combattere una guerra ormai finita, come se tutta la fatica, il sudore e le lacrime non avessero portato altro che a un terreno bruciato senza più fiori.
Questo eravamo noi, eravamo morti piano piano quando tu avevi smesso di prenderti cura di me e di tutto quel giardino erano rimaste solo erbacce.
Ho provato ad uscire con altre persone, ma appena seduta al ristorante mi veniva da scappare, da alzarmi chiedere scusa e andare via.
Quando mi tenevano la mano, mi appoggiavano le labbra sulla fronte mi veniva solo una gran voglia di piangere.
Così ho smesso di ostinarmi a cercare di dimenticare.
Mi sono presa un foglio ed ho scritto, scritto tutto quello che avrei voluto dirti, tutto quanto.
Ho pianto ogni volta che mi veniva il groppo in gola, ogni volta che il cuore batteva come a chiedermi aiuto.
Ho evitato di incontrarti, ho evitato di sapere dov'eri e cosa facevi, ho evitato tutto.
Giorno dopo giorno ho iniziato a prendermi cura di me stessa, a curarmi le ferite e non correre.
Il dolore non si supera scappando, perché tanto prima o poi ti raggiunge.
Così mi sono presa tutto il male e l'ho vissuto, ci ho camminato insieme fino a quando un giorno mi sono emozionata per delle rose.
Tre semplici rose regalate da qualcuno che mi stava accanto da tanto tempo, mi sono emozionata e me stessa mi ha ringraziato.
Ho dimenticato imparando che merito molto di più che due parole d'amore buttate li e assenze continue.
Ho scelto per me stessa di avere solo cose belle, e di non accettare più nessuno che promette e poi non mantiene.
Ho smesso di amarlo scegliendo di amare me stessa.
CIN CIN

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