domenica 8 gennaio 2017

FERMO IMMAGINE E TUTTO TACE (PAOLA BOSCA)



ah se potessi spegnere il tremito dell'anima!
erano rosso rubino quei giorni
il loro ricordo mi uccide.
e rido
e ancora rido
nuda di scaltrezza
con le gote infiammate di ingenui ardori.

ah se potessi patteggiare con un demone!
e canto
e ancora canto vecchie canzoni
lo specchio evoca antiche danze
fremono agili le gambe.
e baro
e ancora baro sul tempo ormai ubriaco.

ah se potessi placare la smania di questo cuore!
ha visto letti ardenti di passioni implorare patetiche illusioni
un volto
ancora il tuo volto
basterebbe un bacio
il tuo bacio amore mio all'ombra del nostro lampione
e questa sfrenata febbre riposerebbe in te.

ah se potessi ancora giocare con lo zucchero filato!
farei castelli di nuvole
cullerei nel mio petto la bambola di pezza e lana
il viso di mia madre
ancora e poi ancora torna giovane
occhi di lupa
a proteggere gli ignari figli dalle ipocondrie della notte.

ah se potessi essere ancora tua figlia padre!
sarei una principessa vestita a festa
non stringerei sui miei fianchi stanche chimere
ecco ancora i tuoi occhi a sfiorare un sogno
e poi ancora mi offrono la stessa rosa
fermo-immagine...e tutto tace.
padre.

ero nel ventre della favola
persi come cenerentola una scarpa
fuggii via e lui morì di malinconia.

ero nel ventre dell'amore
mi persi
mi persi dietro un ambiguo fiore
ah...se lo avessi saputo!!
© Paola Bosca/registrata

critica di Pasquale Solano: 
Una chiara introspezione che aleggia su un passato di cui l'Autrice vorrebbe modificare inverosibilmente il ricordo ,varcando la soglia dell'umana ragione,contenuta pero' in un regime letterario,di evidentissima raffinatezza formale, esposta in versi. La sua cadenzata esposizione,raggiunge nell'inconscio un equilibrio addirittura surreale e nello stesso tempo spirituale, fino a pretendere l'impossibile:" ah se potessi patteggiare con un demone! ". Successivamente si nota,un ritorno alla realta', al suo universo di donna e soprattutto di Figlia:" il viso di mia madre ,ancora e poi ancora torna giovane " ed ancora:" ah se potessi essere ancora tua figlia padre! "- Il tutto viene condito, dalla fantasia,che va ad incanalarsi in un mondo di una nota fiaba:" ero nel ventre della favola persi come Cenerentola una scarpa ".
Una condizione questa che mimetizza in parte la situazione biologica,irriverente del malinconico percorso vitale- Il finale,espresso con la genuinita' di una sequenza fotografica, tende ad attutire la forma espressa in precedenza, esaltando felicemente l'anima poetica della " Bosca", in un fine e maestoso preludio letterario,che va a chiudere la lirica in bellezza, secondo la prassi tradizionale :" Ero nel ventre dell'amore ,mi persi,mi persi dietro un ambiguo fiore" e conclude affemando:" ah...se lo avessi saputo! ".Forse quest'ultima frase,rimarra' per noi un segreto, chiuso nello scrigno dell'anima dell'Autrice,mentre a noi sorge spontanea una risposta,in vece di intervallo o pausa letteraria:" ah...se lo avessi saputo!. Sappiamo solo che a noi, questa meravigliosa e profonda stesura letteraria, tonifica il nostro intendere e volere,ossia la lettura,ci rende Partecipi ed assoluti Protagonisti, della poesia medesima- Notiamo anche qualche attinenza ed affinita' con la Merini e vagamente con la Deledda, ma non sta a noi giudicare : In questo caso la poesia,e' profumo di vita: Grazie, 

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