giovedì 8 dicembre 2016

MADRE (PAOLA BOSCA)

Sapeva di buono il pane preso dalle tue mani
giorni che accadevano sereni
rami che sostenevano l'infanzia
il tuo canto colorava la piccola casa.
Ignara del tempo a venire
disegnavo sogni su pareti di carta
e ti guardavo senza farmi scorgere
scrutavo le dita scorrere sulla punta dei ferri.
Mio fratello aveva una sola pistola e un cappello da cowboy
ma la fantasia correva veloce con il vento
come la fretta dei giorni di andare nell'incertezza del domani
stringevo forte al petto l'ultima bambola.
Fili d'argento incalzano il tempo
il mento protervo custodisce gli antichi patimenti
negli occhi fieri la memoria del vissuto
solo le labbra oggi sono mute di melodia.
Ancora ti osservo celata da un illogico pudore
struggente come fitta che cava l'aria ai polmoni la nostalgia
mio padre ti abbracciava la bocca
e io che annaspo fotografie nel cuore.
Madre che di tanto amore hai bramato
una pietra di marmo custodisce radici
un sorriso bacia i nostri volti
la notte serro le palpebre al pianto.
Madre dimmi, hai ancora una novella per affatturare il vuoto del cipresso!!?
©paola bosca/registrata
(foto personale)

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