martedì 6 dicembre 2016

L'ALIENO (DANIELA MORESCHINI)



Erano mesi che mi preoccupava quella continua tosse che era iniziata già prima dell'estate. 
Le fu consigliata l'aria di mare, o per meglio dire, stare sulla spiaggia, dato che abitava già in prossimità del mare. 
Passa l'estate senza che nulla sia cambiato.
"Vai dal medico!" le suggerivo costantemente
"Ci sono andata, mi ha prescritto l'areosol, ma per ora non posso permettermelo economicamente!"
Trascorsero giorni di silenzio, seppi poi che nonostante l'areosol la tosse continuava insieme a sangue, ma dipendeva da problemi di stomaco, la rassicurava il medico.
Subito dopo Natale iniziano le vertigini, sempre più spesso durante il giorno era obbligata a letto, al buio, senza poter parlare e costretta ad un digiuno forzato, per non rimettere ad ogni accesso di tosse.
Finalmente, dopo varie insistenze a metà di marzo, il medico la fa ricoverare in una clinica. Degenza che dura solo tre giorni. 
Dopo una TAC viene dimessa con suggerimento di ricoverarsi a Roma, senza nessuna diagnosi e senza terapia palliativa. 
Parte rapidamente per Roma, dove viene ricoverata dopo otto giorni in un ospedale specializzato. Mi arriva un sms sul cellulare:
"Sono tornata a casa a Roma, ti chiamo prima di pranzo!"
Attendo la sua telefonata, forse abbastanza tranquillizzata da un ricovero così breve. 
Finalmente chiama:
"Ehi piccola, sono tornata a casa, senti come sono tranquilla?!"
"Sì, sì, ma cosa ti hanno detto?"
Sento effettivamente la sua voce calma e serena, come in tanto tempo non mi era capitato di sentirla, ho dei dubbi...non capisco...
o forse capisco ma non voglio crederci.
"Mi hanno fatto la broncoscopia, è stata fastidiosa, c'era un'infiammazione e l'anestesia non ha avuto molto effetto, vero che è stato atroce ma è anche finito presto!"
Attendo ancora l'esito, sembra voglia mandarla per le lunghe e resto in silenzio in attesa che trovi da sola la forza di parlare.
"Sai mi hanno trovato un "alieno" nel polmone, ma non gli bastava, allora si è attaccato alla trachea ed ha allungato le sue braccia 
fino al cervello, per questa ragione ho le vertigini!"
Mi siedo rendendomi conto che i miei dubbi erano fondati, troppi ne avevo visti passare in famiglia per non riconoscere i sintomi di quel maledetto "alieno". 
Ed ora cosa le chiedo? 
Sicuramente la cosa più banale che si dice in queste circostanze.
"Possono intervenire chirurgicamente?"
"No, è impensabile. Inizierò subito la radioterapia sperando di bloccare le metastasi al cervello e da lunedì inizierò la chemioterapia!"
Pausa di silenzio da parte di entrambe, ma è lei che torna di nuovo a parlare:
"Amica mia, non ho paura sai? Ho pagato tutti i miei debiti, so di avere vicino gli amici, sono serena, mi senti?"
"Sì è vero, non ti ho mai sentita così serena!"
"Il dolore più grande l'ho provato dieci anni fa, quando per incomprensioni, mi furono strappati i figli, nessun dolore potrà mai essere uguale a quello! 
So ciò che dovrò affrontare, quali sofferenze mi attendono, ma sono pronta a combattere, forse soccomberò, o forse vincerò, ma sicuramente "l'alieno" non avrà una facile vittoria con me.
Ti chiedo una cosa, come una sorella, racconterò a te giornalmente l'esperienza che vivrò, le mie lotte, le mie speranze e i miei dolori; ti prego tramuta tu queste sensazioni in parole scritte, che possano servire a tutti coloro che come me si troveranno un giorno ad affrontare questa situazione.
Tutti dobbiamo avere la forza di lottare e la speranza di vincere. 
Me lo prometti?"
"Sì lo farò, sarò il portavoce della tua esperienza, è una promessa!"
"Bene sorellina, so di poter contare su di te. Ti lascio un abbraccio grande!"
"Un abbraccio anche a te, e mi raccomando, lotta per te e per chi ti vuole bene!"
"Sì stanne certa, lo farò! Ciao, avrai presto mie notizie!"
Ciao Amica, sarò tua portavoce,anche se rivivrò momenti già vissuti troppe volte, ma so che da me te lo aspetti e non ti lascerò sola a combattere "l'alieno" che è in te augurandomi che un giorno si possa leggere insieme questa tua esperienza e che mai io debba scrivere da sola la parola "FINE".
Dopo un mese, il 23 di Aprile, per l'anniversario della morte di mia madre, partii per Verona, non volevo rivivere in casa ancora quei momenti che mi laceravano.
Ma quando c'è un appuntamento, il destino ti segue ovunque tu vada, proprio in quella stessa data ebbi notizia della morte della mia amica.
Ciao Anna, non fu colpa mia se non mantenni la promessa e da sola mi sono trovata a scrivere la parola FINE, in questa stessa pagina!

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia il tuo commento